Dal Capitolo 4 del libro “Iniziazione alla Borsa e alla visione planetaria”

Chi si avvicina alla BORSA pensando di guadagnare, deve sapere, già all’inizio, che le probabilità sono totalmente a suo sfavore, a meno che non riesca ad entrare nella ristretta cerchia di quel 5-10% che ottiene risultati positivi.
In ogni caso, chi resiste nel TEMPO deve aver sviluppato una METODOLOGIA OPERATIVA, una STRUTTURAZIONE psicologico-emotiva in grado di reggere le oscillazioni, ed un corretto e sereno “rapporto” tra sé e il proprio CAPITALE.
L’eventuale crescita del CAPITALE, frutto di operazioni di trading, deve essere la conseguenza di una crescita evolutiva, portata avanti passo dopo passo.
Il fattore TEMPO è imprescindibile dal costruirsi una solida base d’esperienza, fondata sullo STUDIO del mercato e sulla PRATICA reale in ambito operativo.
Siamo pronti per elencare i PRESUPPOSTI indispensabili per avvicinarsi al TRADING con la necessaria preparazione, in modo da evitare di “bruciarsi” nei primi mesi o anni, inseguendo speranze, coltivando illusioni, ricercando “occasioni storiche”, confidando nei dati economici o nelle previsioni altrui.
Il guadagno, e questo va ribadito con molta forza, non può essere che la conseguenza di una CRESCITA PERSONALE, unita alla capacità di sintonizzarsi sulla GIUSTA FREQUENZA, quella che permette di COGLIERE i RISULTATI.
Ecco i PRESUPPOSTI per “FARE TRADING”.

-Saper leggere i GRAFICI di BORSA
-Avere a disposizione un CAPITALE sufficiente
-Conoscere gli STRUMENTI OPERATIVI
-Sfuggire al POTERE IPNOTICO della BORSA
-Saper leggere i segnali interiori, sviluppando la capacità decisionale
-Saper rispettare una STRATEGIA OPERATIVA
-Essere “neutrali” rispetto all’andamento del mercato e delle operazioni
-Sapersi prendere delle pause operative

Il trading in Borsa NON è, come detto, “qualcosa di teorico”: è impossibile comprendere alcune informazioni e raccomandazioni se non ci si è scontrati con la realtà operativa; tale “sperimentazione” è fondamentale al fine della FORMAZIONE pratica, volta a conseguire il giusto grado di consapevolezza.
Gli otto punti presi in considerazione hanno carattere generale, e possono applicarsi ad ogni tipo di trading, indipendentemente da una VISIONE PLANETARIA, che suggerisce invece una METODOLOGIA SPECIFICA.
In campo strettamente operativo, è importante delineare una strategia a cui attenersi, proprie per evitare di agire in base “al caso” o “all’impulso”.
Ecco altri decisivi parametri di riferimento:
Definire il massimo rischio in un’operazione, in funzione del CAPITALE.
Definire (indicativamente) l’ambito temporale dell’operazione.
Sapere a quale livello di prezzo entrare sul mercato.
Avere un’idea del livello d’uscita dal mercato.
Saper calcolare l’eventuale stop-loss (massima perdita sopportabile).
Saper definire un livello di take-profit (punto in cui prendere profitto).
Sapere ovviamente inserire gli ordini sul mercato.
Alcune informazioni potrebbero essere “scontate” o superflue agli occhi di un operatore più “navigato”; l’esperienza borsistica induce a non sottovalutare mai i presupposti per avvicinarsi ai mercati ma anzi di tenerli sempre e costantemente presenti, proprio per evitare di cadere nella “precipitazione”.
Il LIVELLO di ATTENZIONE, in BORSA, deve essere mantenuto alto nel tempo, in una sorta di PROVA di FORZA con la “tentazione” di operare “a casaccio”. Se il 90-95% degli operatori PERDE, significa che agisce ancora in base all’impulso, all’improvvisazione, all’emotività, per mancanza di autocontrollo. Analizziamo nel dettaglio gli otto presupposti indicati nella pagina precedente.

1) – Saper leggere i GRAFICI di BORSA: nei precedenti due libri sono state riportate le principali linee guida per comprendere i grafici dal punto di vista tecnico e da quello della ricerca temporale dei CICLI di BORSA.
Aggiungiamo altre indicazioni, valide per capire l’ambito previsionale; lo stesso grafico si può leggere infatti in modi diversi, a seconda della prospettiva di CHI guarda al completamento delle figure in relazione all’orizzonte temporale.
Man mano che vengono aggiornati i dati reali, ci si può fare un’idea della tendenza che si sta manifestando, tenendo d’occhio sia la media mobile che le linee tratteggiate in corrispondenza dei precedenti minimi e massimi.

2) – Avere a disposizione un CAPITALE sufficiente: questo argomento è basilare nel predisporsi al trading e da prendere nella dovuta considerazione. Troppo spesso la relazione tra CAPITALE disponibile e CAPITALE impiegato in una operazione è “sbilanciato” o non adeguatamente pianificato.
La natura umana tende all’esagerazione e alla scarsa ponderazione del rischio. Il “rischio” è di trasformare l’operatività in Borsa in un “gioco d’azzardo”.
Bisogna innanzitutto ricordarsi che il CAPITALE è frutto del lavoro e del risparmio e come tale va salvaguardato, difeso, protetto; la parte di CAPITALE da dedicare alla Borsa deve essere in ogni caso limitata, onde evitare perdite consistenti (e al di là della competenza, più o meno completa, sui mercati).
Il CAPITALE deve essere sufficiente in base al tipo di operatività che s’intende portare avanti, e la percentuale massima da rischiare in ogni operazione deve essere stabilita in anticipo, secondo dei criteri di ragionevolezza e buon senso.
L’esito delle operazioni non è mai scontato e la REGOLA principale è di poter suddividere il CAPITALE in quote stabilite per ogni operazione, ed avere quindi la possibilità di “puntate multiple”, all’interno di una STRATEGIA pianificata.
In linea generale, il mio consiglio è di dedicare al TRADING non più di 20000-25000 euro, indipendentemente dai sistemi che s’intendono adottare. Una quantità superiore, messa “in gioco”, risulta difficilmente sopportabile in termini psicologici e non funzionale ai fini del mantenimento della “neutralità”.
In una singola operazione, ad esempio, in termini generali, è opportuno non andare oltre il 20-25% di rischio del proprio CAPITALE, avendo cura di non derogare mai, e in nessun caso, di osservare tale fondamentale precauzione.
Per iniziare ad operare in Borsa, utilizzando “derivati” (in prevalenza Futures e Opzioni) è indispensabile possedere un CAPITALE di almeno 10.000 euro; al di sotto di tale cifra sarà invece possibile impiegare altri strumenti, quali gli ETF.

3) – Conoscere gli STRUMENTI OPERATIVI: abbiamo accennato agli ETF e ad OPZIONI e FUTURES; ai fini del “trading planetario” non sono consigliate le normali AZIONI, più adatte ad una prospettiva di investimento di lungo periodo, e strumenti ideali per i FONDI e per gli esperti nel campo finanziario.
E’ opportuno maturare una prospettiva di trading “sostenibile nel tempo”, che abbia gli stessi benefici del POSIZIONAMENTO di LUNGO PERIODO con dei TITOLI ma che permetta di sfruttare anche le inevitabili oscillazioni di TREND.
In questo contesto vanno considerati quindi i derivati “classici” quali FUTURES e OPZIONI, a cui si può aggiungere, in determinati casi, anche lo strumento dell’ETF, che replica, più o meno precisamente, l’andamento dell’indice di riferimento, e che può essere utilizzato anche con una leggero effetto “LEVA”.
Per ogni approfondimento su tutti i particolari tecnici di questi strumenti operativi, è indispensabile documentarsi attraverso le principali fonti di informazione (banche, siti Internet, intermediari di Borsa, ecc).
Qua vengono invece fornite le basi per poterli applicare concretamente, in ragione di una prospettiva di trading ben definita, sia in tema di potenzialità che di effettivo rischio; bisogna infatti ricordarsi che la tranquillità nell’avviare delle operazioni dipende anche dalla conoscenza specifica di ogni strumento.
-MINI FUTURE sull’indice Ftse Mib. Questo “derivato” è un future sull’indice italiano ed è quotato alla Borsa di Milano, dalle ore 9.00 alle ore 17.40 di ogni giorno, dal Lunedì al Venerdì; il suo valore dipende dall’andamento dell’indice a cui è riferito, che raggruppa i principali quaranta TITOLI del LISTINO.
Le scadenze “tecniche” del FUTURE sono quattro: Marzo, Giugno, Settembre, Dicembre, già programmate per il terzo Venerdì del mese di riferimento.
Ogni punto di indice equivale ad 1 euro per il MINI FUTURE: se l’indice Ftse Mib quota 23000 punti, il future varrà circa 23000 punti/euro; lo scostamento tra l’indice e il mini future (solitamente nell’ambito di 100-300 punti), è da ricondurre alle aspettative sui dividendi dei titoli che compongono l’indice (il future vale di più o di meno anche in funzione della distanza dalla scadenza).
Il MINI FUTURE consente dunque di “comprare o vendere” l’indice, senza possedere materialmente le AZIONI che lo compongono; questo comporta un grande risparmio in termini di COMMISSIONI e la possibilità di cambiare più volte DIREZIONE (al RIALZO o al RIBASSO) in un ragionevole lasso di tempo.
Il costo delle commissioni, per l’acquisto o la vendita di un contratto MINI FUTURE sull’indice Ftse Mib va mediamente da 4 a 8 euro per operazione. Per operare con questo strumento è necessario aprire un conto on line presso un broker o un intermediario autorizzato, avendo accesso alla PIATTAFORMA via Internet e/o alla trasmissione degli ORDINI tramite TELEFONO o EMAIL.
Gli ORDINI vanno inseriti “a mercato” o ad un prezzo specifico, controllando con attenzione il “segno” dell’operazione prima di eseguirla (+ o -); è inoltre importante tenere d’occhio il “book”, per vedere lo “spread” (differenza) tra DENARO (il prezzo di chi compra) e LETTERA (il prezzo di chi vende).
Sul MINI FUTURE vi sono solitamente pochi “tick” di differenza e il mercato è abbastanza “liquido”: ciò significa che inserendo un prezzo di acquisto o di vendita a metà tra DENARO e LETTERA si è quasi certi dell’ESEGUITO.
Ad esempio, qualora vi fosse una quotazione di prezzo tra i 22800 punti in DENARO e i 22810 punti in LETTERA, sarebbe sufficiente inserire il prezzo di 22805, oppure immettere direttamente l’ORDINE “a mercato”: in questo caso l’ordine verrebbe eseguito sul “primo denaro” o sulla “prima lettera”.
Ad operazione conclusa è bene ricontrollare sempre la conferma di eseguito, per verificare la conformità a quanto stabilito di voler fare in precedenza, e per evitare che siano intervenuti errori di attribuzione da parte del BROKER.
Quando si prende posizione al RIALZO, il broker deve assegnare il valore +1 in corrispondenza del MINI FUTURE, e –1 in caso di posizione al RIBASSO; quando si decide di CHIUDERE la POSIZIONE si immette l’ORDINE contrario.
Per fare invece l’inversione da RIALZO a RIBASSO, o da RIBASSO a RIALZO, è sufficiente vendere o acquistare due contratti nella direzione voluta; esempio pratico: mi trovo al RIALZO con 1 contratto MINI da 22800 punti (+1) e voglio invertire la posizione al RIBASSO; invio l’ordine di VENDITA di 2 contratti MINI (uno per chiudere il RIALZO e uno per aprire simultaneamente il RIBASSO).

4) – Sfuggire al POTERE IPNOTICO della BORSA: la lunga esperienza in campo operativo e l’attenta e minuziosa ricerca delle motivazioni per cui l’errore è così frequente e quasi “normale” nelle operazioni di Trading, ha portato a ritenere che esista una sorta di “scientificità” difficilmente opinabile: è il solo fatto di interagire con la Borsa che aumenta la probabilità di errore.
Volendo comprendere il fenomeno a livello statistico, sembra impossibile che soltanto una esigua parte degli operatori riesca a conseguire risultati positivi; vi deve essere una spiegazione più convincente e più approfondita del perché, nonostante una solida preparazione tecnica, un sistema di trading efficiente, una lettura giornaliera dei prezzi, vi sia una così alta percentuale di perdite.
E’ soprattutto il fatto di “guardare le quotazioni” che induce in errore; questa è la testimonianza di decine e decine di trader “in erba”, o anche più esperti, che di fronte ad una piattaforma operativa hanno cambiato all’ultimo momento la propria decisione sull’operazione da effettuare sul mercato: partiti con l’idea di “andare al ribasso”, si trovavano ad essere al rialzo (e viceversa) senza averne piena consapevolezza, aumentando molto spesso l’esposizione.
Una forza sconosciuta, un impulso, una reazione “automatica”, aveva prodotto l’inversione dell’intenzione originaria, con conseguente ERRORE operativo.
Va riconosciuta allora la FORZA D’ATTRAZIONE della BORSA e il suo POTERE IPNOTICO, capace di indurre sistematicamente all’ERRORE; è un qualcosa che va al di là della volontà, dell’intenzione, della preparazione, della “tecnica”. Per riuscire ad attuare una STRATEGIA, a pianificare delle OPERAZIONI di BORSA, bisogna entrare in una frequenza antitetica a quella dell’errore, che consenta di effettuare delle scelte che si rivelano vincenti nella maggior parte dei casi.
La precauzione più elementare per sfuggire al POTERE IPNOTICO della Borsa, è quella di NON GUARDARLA durante lo svolgimento delle contrattazioni o comunque di guardarla il meno possibile, attendendone i DATI di CHIUSURA.
Il FENOMENO va visto e compreso all’interno della componente magnetica ed antimagnetica delle forze che governano l’universo e che agiscono anche sul nostro pianeta e sulla struttura energetica dell’essere umano, influenzandone i comportamenti, le decisioni, le reazioni automatiche, le facoltà cognitive.
Tale argomento meriterebbe ovviamente degli approfondimenti; per quanto attiene alla Borsa, il quarto presupposto per “fare trading”, e sul quale cadono oltre il 90% degli operatori, è proprio quello di sfuggire al suo potere ipnotico.

5) – Saper leggere i segnali interiori, sviluppando capacità decisionale: il corpo umano è la “macchina” più sensazionale che esiste sulla Terra: troppo frequentemente ci si dimentica delle sue enormi potenzialità e della capacità di fornire dei “segnali in codice”, che ciascuno deve poter decodificare. Le sensazioni, le emozioni, gli sbalzi d’umore, hanno una precisa rispondenza fisica, e coinvolgono tanto la mente razionale quanto la “sfera inconscia”.
In ambito “borsistico”, ma anche in ogni altro campo delle attività umane, saper prendere delle decisioni che si rivelino “giuste” ed equilibrate è di fondamentale importanza, con conseguenze pratiche sull’andamento futuro. Riuscire a “connettersi” ad una frequenza di pensiero o ad uno stato d’animo che induca ad effettuare delle scelte vincenti, è uno dei principali esercizi di auto-conoscenza, di applicazione, e di sviluppo delle proprie facoltà umane.
E’ ciò che io definisco “sincronizzazione”: essere nel posto giusto al momento giusto e fare la cosa giusta in ragione della situazione che si presenta dinanzi. L’uomo è già connesso a questo ordine superiore di perfezione attraverso il suo corpo fisico ed elettromagnetico (astrale) e deve solo rendersene conto.
Dentro ogni individuo vi è la CHIAVE della VERITA’ e una risposta interiore ad ogni quesito, dal più trascendente al più elementare della vita quotidiana. In tema di decisioni operative è essenziale “ascoltarsi”, per verificare la propria sensazione in riferimento all’intenzione di agire in una determinata maniera.
Sinteticamente, una giusta decisione è accompagnata da uno stato d’animo tranquillo ed un senso di benessere emotivo, con risposta rilassata del corpo, mentre una cattiva decisione è solitamente preceduta dalla “fretta” e da una sensazione di paura ed inquietudine, con relativa contrazione del corpo fisico.
Ogni individuo ha delle sue specificità e differenti risposte interiori; di solito, l’attenzione va posta sul “plesso solare” (la “bocca dello stomaco”), vero e proprio “barometro” emotivo e decisionale. Non va certamente trascurata la regione specifica del cuore e della sua parte elettrica, situata in alto a sinistra rispetto all’organo fisico: una sensazione di disturbo in quella parte del corpo potrebbe significare un imminente segnale di “pericolo” da non sottovalutare.
Ogni decisione operativa, in ogni caso, dovrebbe poter poggiare sia sulle capacità logiche ed intuitive e sia sui “segnali interiori” e corporei individuati.

6) – Saper rispettare una STRATEGIA OPERATIVA: per ovviare ad un eccessivo coinvolgimento emotivo nelle operazioni di trading, che potrebbe alla lunga risultare logorante, è fondamentale riuscire a rispettare interamente una strategia operativa, ponderata, meditata e valutata in precedenza.
Questo richiede una volontà ed una capacità di autodisciplina notevole, che va sviluppata parallelamente ad una certa “percettività” oggettiva delle situazioni. Per affrontare la Borsa non è necessario disporre di un’intelligenza superiore, quanto di una METODOLOGIA collaudata rispetto all’APPLICAZIONE pratica.
Deve essere definita una “linea” all’interno della quale muoversi ed operare, riuscendo a vincere la “battaglia con se stessi”, in risposta al POTERE di ATTRAZIONE della BORSA esaminato nei punti precedenti; la METODOLOGIA va pianificata prima di agire sui mercati, in modo logico, intuitivo e convinto. Saper dettare le proprie condizioni al mercato pone in una condizione di forza!

7) – Essere neutrali rispetto all’andamento del mercato e delle operazioni: i punti precedenti hanno chiarito quale deve essere l’atteggiamento ideale da seguire nelle operazioni di trading; il fulcro della fragilità umana è riassunto nella parola EGO, che dipende da una visione alterata della realtà, basata sulle paure, le speranze, le aspettative, le delusioni, le bramosie, e le illusioni.
Rimanere “distaccati” di fronte alle oscillazioni dei mercati e del proprio capitale è sicuramente un obiettivo da coltivare con pazienza e perseveranza: il premio è una condizione emotiva superiore, al di là dei possibili guadagni.

8) – Sapersi prendere delle pause operative: il punto è sufficientemente chiaro; anche un “GUERRIERO” della BORSA necessita di un meritato riposo!

 

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