Ben ritrovati.

Se manteniamo vigile l’attenzione, dobbiamo riconoscere che accanto alle vicende dei mercati c’è uno scenario di fondo, un tessuto invisibile che condiziona e avvolge tutte le attività umane.

Tutti noi avvertiamo una spinta o un freno in determinati periodi dell’anno, in quanto risentiamo della cosiddetta “stagionalità”, un fattore di cui dobbiamo tenere conto.

Se non si comprende il fenomeno della stagionalità, si rischia di non essere in sintonia con i ritmi della natura e di compiere quindi delle scelte controproducenti in riferimento al momento e al contesto temporale in cui vengono fatte.

Possono non essere sbagliate in assoluto ma “fuori tempo” o non in sintonia con il tempo cosmico, vale a dire quell’ordine naturale superiore a cui accediamo quando siamo “ispirati” e motivati.

Oltre alla classica “stagionalità” che conosciamo (vale a dire il percorso solare nell’arco di un anno), vi è un altro tipo di fenomeno da analizzare e comprendere, ed è proprio l’oggetto di questo articolo.

Sappiamo che l’influenza della ciclicità non deve affatto essere trascurata, ma viceversa studiata con attenzione.

Voglio condividere dunque una mia scoperta su questo argomento e sulle dinamiche planetarie in generale, di cui ho parlato nel mio terzo libro dal titolo “Iniziazione alla Borsa e alla Visione Planetaria”.

Si tratta di un indicatore planetario che a me è risultato particolarmente utile ed efficace per comprendere alcune dinamiche altrimenti incomprensibili, che riguardano appunto l’andamento delle cose e il perché ci troviamo a volte in periodi di spinta e in altri di frenata.

Mi riferisco alle FLUTTUAZIONI PLANETARIE, movimenti ciclici pluriennali che scandiscono appunto queste fasi di salita e di discesa.

Attualmente, almeno secondo i miei studi, ci troveremmo all’interno di CICLI PLANETARI DISCENDENTI, in particolare dal 2011.

Anni di CRISI ma anche di opportunità.

Sotto si può vedere proprio la FLUTTUAZIONE PLANETARIA, con l’ONDA che da LUGLIO (2017) sta proseguendo verso MARZO 2018.

Fluttuazione planetaria

Fluttuazione planetaria

La FLUTTUAZIONE PLANETARIA dà un’idea della “marea astrale”, della FORZA MAGNETICA POSITIVA o NEGATIVA che accompagna le VARIE FASI della VITA.

NON INDICA I RIBASSI E I RIALZI ma L’ENERGIA A DISPOSIZIONE per la RIUSCITA.

Ripeto: non indica i rialzi e i ribassi, anche se vi può essere un nesso tra le ONDE e il mercato.

Serve a capire che nelle ONDE ASCENDENTI bisogna lavorare in un certo modo, mentre nelle ONDE DISCENDENTI bisogna agire in un altro modo.

Si potrebbe fare una ANALOGIA con le STAGIONI della TERRA.

Vi è un TEMPO per ARARE la TERRA, uno per SEMINARE, uno per ANNAFFIARE e CURARE, e l’ultimo per MIETERE il RACCOLTO e raccogliere i FRUTTI.

Quando le ONDE della FLUTTUAZIONE diventano DISCENDENTI bisogna lavorare appunto sulle prime due FASI: arare il terreno e seminare.

Quando le ONDE della FLUTTUAZIONE diventano ASCENDENTI, in base a come avremo arato il terreno e seminato, potremo cominciare a curare ed annaffiare, in modo da poter raccogliere i maggiori frutti sulla CRESTA dell’ONDA ASCENDENTE (prima che inizi una nuova fase discendente e si rimescolino le carte).

Ho già sperimentato tre forti ONDE DISCENDENTI (almeno con la consapevolezza di queste informazioni), nel 2011, nel 2013 e nel 2015 (sarebbe troppo lungo spiegarne tutti i retroscena)..

In ogni caso, quando l’ONDA ASCENDENTE diventa DISCENDENTE, cambia completamente lo scenario di fondo, anche se in modo invisibile.

Da LUGLIO 2017 in avanti siamo all’interno di un’ONDA di FLUTTUAZIONE DISCENDENTE.

Volendo fare una similitudine tra il TRADING e l’attività di PESCA, significa (o può significare) che anche le condizione del MARE (della BORSA) non sono così favorevoli ai GUADAGNI.

Non dipende dal fatto che il mercato salga o scenda.

Dipende dal fatto che il VENTO è CONTRARIO e che quindi è più difficile realizzare degli utili.

Ciò nonostante, è un ottimo momento per arare il terreno e seminare, per poter magari raccogliere i frutti più in là.

Ho già affermato che il campo del TRADING, a mio avviso, si è un po’ “saturato”, proprio per la proliferazione di segnali operativi senza la necessaria preparazione psicologica, energetica, strategica e attitudinale.

Questo lavora di preparazione, in base alla mia esperienza, rappresenta almeno il 75-80% del lavoro del TRADER, mentre il 20-25% è costituito dalle TECNICHE e dai “SEGNALI”.

Sopratutto all’interno delle ONDE di FLUTTUAZIONE DISCENDENTE, è invece fondamentale dedicarsi a questo importante lavoro di PREPARAZIONE al TRADING, che presupponga una CRESCITA ENERGETICA.

Alla prossima
Giancarlo Anelli

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